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Sicilia – La Riserva Naturale dello Zingaro

La Sicilia è una terra unica al mondo: ricca di bellezze naturali, ma al contempo costellata di storia e di culture che si mescolano perfettamente nei suoni del suo dialetto, nelle forme dei propri edifici storici e nelle note delle sue musiche tradizionali.

La Natura, però, è stata la prima a dotare i siciliani di grandi capolavori: gli azzurri del suo mare, il rosso accesso dei fuochi dell’Etna, gli ocra dell’entroterra arido e coperto dalla macchia mediterranea.

Una delle meraviglie siciliane è senza dubbio la Riserva Naturale dello Zingaro, un’area protetta che si estende per 7 km di costa e di fondali marini sotto la provincia di Trapani.

Dove si trova.

Stretta fra Cala Mazzo di Sciacca e Tonnarella Dell’Uzzo, la riserva resta quasi tutta sotto il comune della bellissima San Vito Lo Capo, famosa in tutto il mondo per il suo mare cristallino e la spiaggia di sabbia bianchissima. Un angolo d’Italia che pare una cartolina caraibica!

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Caratteristiche dello Zingaro.

Lo Zingaro, condivide con la penisola di San Vito Lo Capo la bellezza del mare, ma è interessata da coste rocciose e alte (fino a 913 in corrispondenza del Monte Speziale!) che si buttano a capofitto in acqua. La presenza di questo tipo di litorale impedisce che vi siano grandi spiagge di sabbia, ma crea numerose calette mozzafiato che sono delle nicchie di sabbia bianca in mezzo alle imponenti rocce costiere.

Il mare, inoltre, a causa della profondità mai costante assume sfumature diverse di colore e diventa una tavolozza di blu e di azzurri che sono una meraviglia per gli occhi. Cala della Capreria, Cala Marinella, Tonnara di Scopello (con bellissimi faraglioni) e Cala della Disa sono alcune delle più note e già dalle foto è impossibile non innamorarsene!

Cala Della Disa

 

Inoltre, per forza di cose, sono molte anche le grotte che si creano sulla costa e nell’immediato entroterra: grotta dell’Uzzo e grotta Cala Macina, ad esempio, non sono marine, ma ospitano preziose e interessanti testimonianze di pittura rupestre.

Per concludere, non dimenticate di portare almeno una maschera per fare snorkeling: i fondali sono anch’essi un tripudio di colori e sono ricchi di pesci. Alghe di vario tipo, spugne e coralli fanno da sfondo al passaggio di labridi e lebbridi dalle squame variopinte. Molte sono anche le grotte sotterranee o semisommerse da ammirare.

Una volta fatto il bagno, stendetevi al sole dando uno sguardo al cielo: molti uccelli rapaci abitano la riserva e sorvolano spesso i suoi arbusti alla ricerca di piccole prede. Altri abitanti curiosi sono mammiferi come la donnola e l’istrice più varie specie, innocue, di rettili.

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Come arrivare.

Lo Zingaro ha un doppio accesso, da nord e da sud, per cui vi si può arrivare dall’Autostrada A29 da Palermo o dalla Statale 187 da nord. L’alternative è affidarsi ai mezzi pubblici in partenza da Castellammare del Golfo, mentre non ve ne sono nella penisola di San Vito lo Capo.

Il sito ufficiale della riserva, comunque, offre una spiegazione dettagliata dell’itinerario da seguire per visitare lo Zingaro.

Dove mangiare.

Nella riserva, fortunatamente, non vi sono chioschi o ristoranti, per cui l’ideale sarebbe portarsi qualcosa al sacco e ricordarsi di munirsi di sacchi della spazzatura per non lasciare sporcizia in questo paradiso!

Per la sera, dopo le 19.30 quando la riserva chiude, vi consigliamo una visita ai paesi vicini: troverete ottimi ristoranti dove mangiare del pesce superbo!

Nello Zingaro, tuttavia, ci sono alcuni rifugi che sono affittabili come bivacchi, per cui lì potete dormire la notte e quindi mangiare anche per cena eventuali piatti portati da casa. I rifugi non sono vicini al mare, ma permettono un’esperienza molto interessante.

Sempre il sito ufficiale offre diverse informazioni in merito.

Insomma, in conclusione vi diciamo che se siete in zona è impensabile non visitare questo angolo meraviglioso della Sicilia: che sia per un bagno veloce, per una giornata intera o per un weekend con una notte in bivacco, lo Zingaro regala davvero emozioni indescrivibili.

 

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